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7 cose da non dire mai a un bambino

Bambino gioca con cubo alfabeto - Labevi

Prendersi cura di un bambino ha tante sfaccettature. Nutrirlo, amarlo, curarlo, lavarlo, vestirlo, accompagnarlo e soprattutto educarlo. Ci sono le parole giuste da usare ma anche le cose da non dire mai ad un bambino.

 

Arriva un bambino, che si fa?

Donna incinta legge libro sul divano - Labevi

Arriva un bambino, che si fa? – Labevi

Da quando è arrivato Vittorio (2 anni e mezzo) io e mio marito Maurizio, genitori egualmente presenti nella sua vita, ci poniamo molte domande. Tante. Troppe.

Per prepararmi alla maternità, nonostante fossi una “primipara attempata” (me lo hanno detto davvero, oibò), ho letto tutta la letteratura possibile dedicata all’infanzia, all’educazione e alla pedagogia.

Mi sentivo totalmente impreparata a diventare mamma e Maurizio era altrettanto dubbioso nel diventare padre, anche se lo dava meno a vedere.

Ci chiedevamo come affrontare al meglio questa responsabilità.

 

Come si impara a educare un bambino?

Come ho sempre fatto nella mia vita anche in questo caso ho voluto raccogliere più informazioni possibili. Ho studiato tutto lo scibile umano sulla pedagogia infantile.

Se per un esame di storia all’università acquistavo almeno 5 libri in più, figurati per l’esame più impegnativo della mia vita.

Dopo aver raccolto tutte le informazioni ho messo insieme i pezzi di tante svariate teorie, molti metodi diversissimi fra loro, per costruire il “mio” personale percorso educativo.

I dubbi che mi pongo non finiscono mai. C’è sempre uno strato latente di insicurezza e la certezza che posso sempre migliorare.

 

Cose da non dire mai a un bambino: Vuoi più bene alla mamma o al papà?

La scintilla per questo articolo è scattata quando una signora ha chiesto a Vittorio: “Vuoi più bene alla mamma o al papà?”. Inutile dire che l’ho quasi sbranata ma subito dopo ho iniziato a ragionare sul fatto che tutti noi, spesso inconsapevolmente, parliamo in modo errato con i bambini.

Mettiamoci anche che due settimane fa ho divorato “Basta Dirlo” di Paolo Borzacchiello (ed. Mondadori).

Un libro che spiega con precisione estrema attraverso fondamenti scientifici legati alle neuroscienze “Le parole da scegliere e le parole da evitare per una vita felice”.

Un vero e proprio manuale che mi ha illuminata sull’importanza della scelta delle parole giuste.

Spontaneamente mi sono chiesta: cosa dire e cosa soprattutto cosa non dire a Vittorio?

 

Mi sono rivolta ad un’esperta.

Educatrice gioca con bambino - Labevi

Come si impara ad educare un bambino? – Labevi

Ho chiamato una cara amica, Emanuela: mamma, educatrice e direttrice del Centro Remida di Inzago, un centro di formazione per educatori: docenti, genitori e specialisti.

Conosco Emanuela da 25 anni (o più) e ho sempre ammirato la sua tenacia, una donna inarrestabile: non ha mai smesso di studiare, di acquisire competenze, di fare e tenere corsi, di lavorare, di insegnare.

Emanuela ha anche due bambini piccoli. Affronta tutto col sorriso e con estrema professionalità. È una di quelle amiche che osservo chiedendomi: “ma come fa?”

Qualche settimana fa mi sono soffermata su un post pubblicato sul profilo Instagram  del Cento Remida in cui scriveva: “Il modo in cui comunichiamo con i bambini diventa la loro voce interiore”, a quel punto ho contattato Emanuela per chiederle un consiglio.

Ecco cosa è scaturito dalla nostra chiacchierata:

 

7 Cose da non dire mai ad un bambino:

 

  1. Nomignoli che definiscono in modo irrimediabile l’indole di un bambino. Es: Matteo è un monello!

I bambini diventano quello che pensiamo di loro e comunichiamo anche e soprattutto attraverso la comunicazione non verbale. Dunque, un bambino non È MONELLO ma FA IL MONELLO.

 

  1. Fare promesse che non manterremo mai sia in positivo (ti porto in piscina se fai i compiti, e rimaniamo al lavoro fino alle 9 di sera) che in negativo (se ti comporti così non ti porto in gita, sapendo di non poter sostenere una scelta di questo genere).

 

  1. Far decidere sempre tutto ai bambini, sollevandosi dalla responsabilità della scelta e delle relative conseguenze. Es: Vuoi mangiare o no? Dormire o no? Ti vuoi vestire o no?

 

  1. Parolacce o comunque termini giudicanti e denigranti. Es: sei uno schiocchino! Sei uno stupido! Ecc.

 

  1. Non dire la verità.

 

 

  1. Non dire sempre sì per paura di traumatizzare i bambini. I bambini hanno bisogno di regole e limiti per poter stare bene, quindi anche di no

 

  1. “Se non ti comporti bene ti porto a scuola!!”. Quando poi andranno a scuola in una valle di lacrime ricordando della scuola come di una specie di campo di prigionia, non lamentiamoci.

 

Interessante, no?

Quindi sono andata oltre.

 

7 regole per educare un bambino all’alimentazione.

Bambino che gioca con la pappa - Labevi

7 regole per educare un bambino all’alimentazione – Labevi

Vittorio sta attraversando un periodo in cui rifiuta parecchi alimenti che prima mangiava con gusto.

Rifiuta soprattutto la carne e la verdura. Vivrebbe solo di frutta e spaghetti.

Ho chiesto ad Emanuela come affrontare il tema dell’alimentazione.

Ecco la risposta:

  1. Dai l’esempio, senza troppe parole o spiegazioni, se in famiglia si mangia verdura il bambino sarà più propenso a imitare.

 

  1. Abitua il bambino ad autoregolarsi: nel piatto non va messo mai tanto cibo, il bambino così potrà imparare a decidere se chiederne ancora. Inoltre, avendone poco nel piatto e finendo tutto, avrà comunque la sensazione di aver fatto bene mangiando tutto anche se poco.

 

  1. Abitua il bambino all’assaggio anche se piccolissimo.

 

  1. Non insistere, minacciare o obbligare, i bambini poi se lo ricordano per lungo tempo. Quello del cibo è un tema delicato.

 

  1. Rispetta i gusti del bambino, anche lui ne ha.

 

  1. Permettere di toccare il cibo con le mani è fondamentale, lascialo pasticciare e sporcare, solo così prenderà confidenza con il cibo.

 

  1. Spingilo all’autonomia, i bambini non vedono l’ora di mangiare e bere da soli, lascialo fare e fa niente se poi dovrai lavare una maglia in più.

 

Se su alcune di queste regole avevo già fatto un buon lavoro su altre ho dovuto sforzarmi di più.

Fatto sta che da tempo avevo già messo in atto un piccolo “espediente” per far mangiare la verdura a Vittorio.

Se vuoi sapere come l’ho convinto leggi questo articolo.

In conclusione, citando nuovamente Borzacchiello: “Le parole che usi raccontano chi sei veramente e dicono da dove vieni. Le parole che scegli, dicono dove vuoi andare”, anche coi bambini, aggiungo io!

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